Storia di Sant'Angelo Lodigiano
GEOLOGIA DEL TERRITORIO DI SANT'ANGELO LODIGIANO
Studi,
riflessioni, ipotesi e elaborazioni
riguardanti la storia geologica del territorio
di Sant’Angelo Lodigiano
Geologia
della Lombardia e della Val Padana
Alfredo Bassi
storiasantangelo@gmail.com
Introduzione
Siamo
abituati a pensare al nostro territorio come a qualcosa di immutabile, come
se tutto fosse sempre stato così, anche in passato. Invece, più
si approfondisce e più ci si rende conto dei cambiamenti avvenuti nel
corso del tempo, anzi ci si convince che la situazione odierna sia frutto
degli avvenimenti precedenti. Possiamo giungere alle stesse considerazioni
trattando dei fiumi, delle strade, dei popoli. Io intendo la storia, lo studio
del passato, proprio in questa prospettiva.
Da qualche anno sto approfondendo alcuni aspetti della storia di Sant’Angelo
Lodigiano. Il primo argomento che, sulla base dei documenti acquisiti, sono
riuscito a portare a termine, è la storia geologica. Sino ad oggi conosciamo
solo in parte i dieci metri più superficiali della crosta terrestre,
ma non sappiamo cosa potremmo trovare più in giù… sino
a dieci chilometri di profondità!
All’università ho studiato tutt’altro, di conseguenza sono
stato costretto a partire da zero e non ho esitato a consultare Youtube e
Wikipedia per colmare velocemente le mie lacune per poi approfondire con i
testi indicati nella bibliografia. Gran parte della storia geologica del nostro
territorio è comune a quella del Nord Italia e le mie considerazioni
traggono spunto dagli studi sull’origine delle Prealpi Lombarde, dell’Appennino
Emiliano e della Pianura Padana. In ogni caso si conoscono solo alcuni importanti
aspetti, alcuni grandi avvenimenti, come se disponessimo solo di pochi, ma
interessanti, tasselli di un grande puzzle. Questi macro-argomenti non hanno
avuto l’enfasi che meritano sui testi delle scuole superiori, anche
perchè vengono trattati da una prospettiva nazionale.
Nelle pagine seguenti:
- analizzo il sottosuolo per strati epocali,
- espongo un’ipotesi di progressione della formazione del Colle di San
Colombano,
- valuto gli effetti di quest’ultima sul nostro territorio,
- tratto della crisi di salinità a livello locale,
- sostengo che i recenti sedimenti fluvio/glaciali derivino da eventi di natura
catastrofica,
- infine tratto della composizione superficiale del terreno.
Il
lavoro si basa su documenti tecnici, ma non ha valore scientifico perchè
frutto di riflessioni e ipotesi non verificate. Ho chiesto la collaborazione
a geologi e professori universitari, ho inviato loro una prima bozza del libro,
ma tutti hanno declinato l’invito .
Per supportare le mie opinioni, al termine di ogni argomento, propongo uno
spazio “Documentazione” in cui ho relegato gli aspetti tecnico/scientifici:
chi vuole se li guarda, ma non è necessario farlo.
Ho anche previsto degli spazi “Problema”, vi troverete tutti i
dubbi che mi frullano per la mente e ai quali non ho trovato chiare spiegazioni.
Le fonti principali sono il libro “I geositi della provincia di
Pavia” realizzato dalla professoressa Luisa Pellegrini e dal professor
Pier Luigi Vercesi, “Graffignana e il suo territorio nella storia”
curato da Antonio Cardinale, parte geologica di Giuseppe Mazzara; allego,
di volta in volta, le tabelle delle ere geologiche, del Museo Virginio Caccia
di San Colombano.
Ringrazio il geologo Angelo Scotti di Pizzighettone: nel 2012 ha realizzato
un’importante ricerca geologica sul territorio del Comune di Sant’Angelo
intitolata “Studio della componente geologica, idrogeologica e sismica:
relazione geologica del Comune di Sant’Angelo Lodigiano”,
tra l’altro ha allegato preziose immagini che hanno inaspettatamente
arricchito la mia ricerca.
Ho scomposto il più possibile l’esposizione per punti, ho allegato
molte immagini, le ho modificate aggiungendo frecce e punti cardinali, cancellando
le parti che ho ritenuto non pertinenti con l’intenzione di semplificare,
per rendere l’idea e per non farvi perdere il filo del discorso: sono
argomenti un po’ inediti a livello locale.
Una particolare menzione la merita l’invitato speciale di questo libro: il territorio del Comune di Sant’Angelo Lodigiano. E’ un area abbastanza estesa, anche se rappresenta solo un piccolo frammento della pianura Padana. Nasconde, nel profondo delle proprie viscere, i segreti che la legano ai grandi eventi geologici della crosta terrestre dell’Italia del Nord. Mi sono sentito in dovere di approfondire, consapevole che nessun altro avrebbe l’interesse di farlo, se non incidentalmente.

E’ stato divertente percorrere in lungo e in largo i nostri spazi e
scovare discese, confini o interpretare dislivelli, cercando di convincere
mio figlio che la depressione dietro Montebuono, tra Monteleone e Inverno,
sia un alveo abbandonato del Lambro Meridionale; o in vacanza, in Val Chiavenna,
chiedere a mia moglie di fotografare, stando in macchina, una montagna (il
Legnone) fra uno squarcio e l’altro del
panorama, certo che quel monte fosse visibile anche da Sant’Angelo.
Mi sono inventato fotografo, ho girato il territorio alla ricerca di prospettive
interessanti per immortalare “el campanen” con Alpi o Appennini.
Ho girato i posti “furesti”: Prealpi Brianzole, Lago di Como,
Lago di Lecco, Valchiavenna, Valtellina, Val Tidone, Val Trebbia, Oltrepò
Pavese alla ricerca di riscontri e informazioni. Le ipotesi che propongo sono
frutto di riflessioni, confronti, sovrapposizioni, ricostruzioni, verifiche
di compatibilità che mi hanno costretto a fare e disfare sino ad una
versione che ora mi soddisfa. Ritengo di aver abbozzato almeno in parte, la
storia geologica del nostro territorio, punto di partenza per future integrazioni.
Vi chiedo di usare la Vostra immaginazione per ricostruire i paesaggi e gli
scenari del passato; sono certo che troverete aggiunte e modifiche e potremo
portare avanti il discorso….. magari con il parere di qualche addetto
ai lavori.
Alfredo Bassi